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October 26 Tanti auguri a me, tanti auguri a me!

In realtà ultimamente mi sento addosso più degli anni che compio oggi. Il che non mi rende molto allegra! =)
Però, ringrazio il Cielo del dono della mia vita e delle persone che mi amano da sempre, di quelle che da diversi anni mi camminano a fianco e di quelle che solo da qualche tempo sono capitate sul mio percorso.
Tutte queste persone mi hanno donato qualcosa che arricchisce di significato quelle candeline sulla torta; è anche grazie a loro se per me oggi questa è una giornata da festeggiare.
Un regalo l'ho già ricevuto: il bellissimo sole che illumina questa giornata d'autunno (Qualcuno sa quanto il mio umore sia irrimediabilmente dipendente dal meteo!).
Già dalle prime ore della mattina rispondo ai vari messaggini di auguri (e questo fa sempre taaaaaanto piacere!).
A voi lo spazio dei commenti per lasciarmi un pensiero =)
GRAZIE e...prendete pure una fetta di torta! October 23 "A che serve che tu dia al Signore una cosa quando da te ne richiede un'altra? Rifletti a quello che Dio vuole e compilo; per questa via il tuo cuore sarà soddisfatto più che con quelle cose alle quali ti porta la tua inclinazione".
(San Giovanni della Croce)
October 15
Niente ti turbi,
niente ti spaventi.
Tutto passa,
Dio non cambia.
La pazienza
ottiene tutto.
Chi ha Dio
ha tutto.
Dio solo basta!
(Teresa di Gesù) October 12 "C'è una sola direzione per uscire da qui ed arrendersi incondizionatamente all'Amore e dire di SI..."
(Neffa, "Nessuno")

October 04 "La luna è un cerchio,
ci vuole poco a disegnarla.
Ha un'aria nobile
e un cielo intero ad ammirarla.
E tra le stelle,
i mille sogni della gente
che pensa a vivere
mentre io penso a te..."
(Alessandra Amoroso, "Estranei a partire da ieri")
"...anche se sei distante e se la voce non arriva o e' disturbata, penso di parlare a te in ogni istante perche' per me lo sai sei sempre stata
tu l'altro capo di un filo, un unico profilo, quando guardiamo su...
Se anche tu vedi la stessa luna,
non siamo poi così lontane!" 
(Claudio Baglioni, "Stai su")
July 14

E' tempo, anima mia, è già tempo,
se vuoi conoscere te stessa,
il tuo essere ed il tuo destino,
donde vieni e dove è giusto che tu riposi,
se vita è quella che vivi
o se aspetti di meglio.
Mettiti all'opera, anima mia,
bisogna che tu purifichi la tua vita così:
cerca Dio ed i suoi misteri,
quel che c'era prima di questo universo
e che cosa è quest'universo per te,
donde viene e quale è il suo destino.
Mettiti all'opera, anima mia,
tempo è che tu purifichi la tua vita.
(Gregorio di Nazianzo, Poesie su se stesso, LXXVIII)May 29
CHI SEI, DOLCE LUCE?
Chi sei, dolce luce che m’inondi
e rischiari la notte del mio cuore?
Tu mi guidi qual mano d’una madre;
ma se mi lasci non più d’un passo solo avanzerei.
Spirito Santo, Eterno amore!
Tu sei lo spazio che l’essere mio circonda e in cui si cela.
Se mi abbandoni, io cado nell’abisso del nulla,
donde all’esser mi chiamasti.
Spirito Santo, Eterno amore!
Tu più di me stessa a me vicino,
più intimo dell’intimo mio.
Eppur nessun ti tocca o ti comprende,
e d’ogni nome infrangi le catene.
Spirito Santo, Eterno amore!
(S. Teresa Benedetta della Croce, Pentecoste 1942)

May 20 Il BENE più segreto
s f u g g e
all’uomo che
N O N guarda
avanti,
m a i!
(Tiziano Ferro, "Indietro")
May 01
HO CERCATO DIO CON LA MIA LAMPADA COSI' BRILLANTE CHE TUTTI ME LA INVIDIAVANO.
HO CERCATO DIO NEGLI ALTRI. HO CERCATO DIO NELLE PICCOLISSIME TANE DEI TOPI. HO CERCATO DIO NELLE BIBLIOTECHE.
HO CERCATO DIO NELLE UNIVERSITA'. HO CERCATO DIO COL TELESCOPIO E COL MICROSCOPIO.
FINCHE' MI ACCORSI CHE AVEVO DIMENTICATO QUELLO CHE CERCAVO.
ALLORA, SPEGNENDO LA MIA LAMPADA, GETTAI LE CHIAVI E MI MISI A PIANGERE... ...E SUBITO LA SUA LUCE FU IN ME!
Angelus Silesius
April 12
Lui è vivo, lui è vivo, lui è vivo, Lui parlava con me. Il suo volto sorrideva, Lui parlava, Lui parlava con me.
Era bello, bello, bello, non era quello che moriva da solo. Era bello, bello bello, al primo raggio del sole del mattino.
Io vedevo Lui, era attraverso le mie lacrime! Io vedevo Lui, ma continuavo a piangere.
Il cuore mio non regge: la gioia è troppa per me! Io l'ho visto là che sorrideva! E quel sorriso, e quel sorriso mi diceva:
"Va' tu e dillo a tutto il mondo: Io sono ritornato! Tu dillo a tutto il mondo: Io sono ritornato! Tu dillo a tutto il mondo: Io resto insieme con voi!"
Lo sapevo che l'Amore non moriva, non poteva morire. Lo volevano schiacciare, ma l'Amore, ma l'Amore non muore.
Era bello, bello, bello, non era quello che moriva da solo. Era bello, bello bello, al primo raggio del sole del mattino.
Si spalanca il cielo e vedo il sole che risorge! Si spalanca il cielo e questa terra che rinasce.
Il cuore mio non regge: la gioia è troppa per me! Io l'ho visto la che sorrideva. Mi parlava, mi parlava e mi diceva:
"Va' tu e dillo a tutto il mondo: Io sono ritornato! Tu dillo a tutto il mondo: Io sono ritornato! Corri, dillo a tutto il mondo: Io sono ritornato! Tu dillo a tutto il mondo: Io sono ritornato! Tu dillo a tutto il mondo: Io resto insieme con voi! Dillo a tutto il mondo: Io resto insieme con voi!
E sto correndo oppure sto volando, io non so!
Era bello, bello, bello, non era quello che gridava da solo. Sul suo viso più non c'era quel dolore senza limiti, senza limiti.
E l'Amore Lui non muore, l'Amore Lui non muore, l'Amore sempre vincerà!
E risorgono piante e fiori nuovi giorni, nuove stagioni e rinasce ancora la speranza. Vive ancora la speranza, la speranza!
Santa Pasqua di Risurrezione
a tutti voi! April 05 Dove ti sei nascosto, Amato?
Sola qui, gemente, mi hai lasciata! Come il cervo fuggisti, dopo avermi ferita; gridando t’inseguii: eri sparito!
Pastori, voi che andrete lassù, per gli stabbi, al colle, se mai colui vedrete che più d’ogni altro amo, ditegli che languo, peno e muoio.
In cerca dei miei amori, mi spingerò tra i monti e le riviere, non coglierò fiori né temerò le fiere, ma passerò i forti e le frontiere.
O boschi e fitte selve, piantati dalla mano dell’Amato! O prato verdeggiante di bei fiori smaltato, ditemi se qui egli è passato!
Mille grazie spargendo qui pei boschi s’affrettava e, mentre li guardava, la sola sua presenza adorni di bellezza li lasciava.
Ah! chi potrà guarirmi? Alfin, concediti davvero: e più non mi mandare da oggi messaggeri che non sanno dirmi ciò che bramo.
E quanti intorno a te vagando, di te infinite grazie raccontando, ravvivan così le mie ferite, e me spenta lascia non so cosa, ch’essi vanno appena balbettando.
Ma come duri ancor, o vita, se non vivi ove ivi, se ti fanno morir le frecce che subisci da ciò che dell’Amato concepisci?
Perché, avendo questo cuor piagato, poi non l’hai sanato? E avendolo rubato, perché me l’hai lasciato e non cogli la preda che hai rubato?
Estingui i miei affanni, ché nessuno vale ad annientarli, ti vedan i miei occhi, perché ne sei la luce, per te solo desidero serbarli!
Scopri a me il tuo divin viso, tua vista mi uccida, tua bellezza; tu sai che sofferenza d’amore non si cura se non con la presenza e la figura!
O fonte cristallina, se in questi tuoi riflessi inargentati formassi all’improvviso quegli occhi tuoi desiderati, che porto nel mio intimo abbozzati!
Distoglili, Amato, ché a volo io vado!
(S. Giovanni della Croce)
...to be continued
 (William Waterhouse, Boreas) January 07 Erano quasi le 23 di quel giorno di gennaio del quale si dice porti via con sè tutte le feste. La simpatica vecchina era praticamente sfinita dal lungo lavoro che, come ogni anno, era stata costretta a portare a termine nel giro di un solo lunghissimo gionro, quello tradizionalmente dedicato alla sua festa. Curva sulla sua insostituibile scopa, si stiracchiava ogni tanto come poteva per cercare di dare un po' di sollievo alle spalle e alla muscolatura ormai affaticata dal lavoro e dall'età. Certo, la soddisfazione di aver sbrigato tutto entro i termini ancora una volta e la consolazione di poter finalmente dirigere la scopa verso casa rappresentava un gran sollievo per la povera vecchina!
"Dunque...vediamo...anche l'ultima consegna è stata fatta...la piccola Veronica è stata accontentata...ci siamo!"
Ma a un tratto...Sbatabatatammm! La vecchina frenò di botto con la scopa, rischiando quasi di fare un capitombolo giù dalle nuvole.
"Come ho potuto dimenticarmi proprio di lui! Non posso fare a meno di portargli un regalo...E come faccio adesso che ho esaurito tutte le calze?!?"
Si era appena ricordata di non aver fatto la consegna ad un bimbo, nato appena da qualche giorno, che le stava proprio a cuore. Ma aveva anche finito il suo carico di regali...
"E adesso? Cosa gli porterò? Non posso mica presentarmi da lui a mani vuote! Chissà che bei regali avrà ricevuto anche quest'anno! Ci vorrebbe un'idea, un regalo adatto a un bambino, qui ora subito...Come posso fare???"
Mentre si crogiuolava in questi pensieri, volse lo sguardo appena sotto la sua scopa, attraverso qualche nuvoletta, osservando la strada e le macchine che sfrecciavano su di essa, sperando che prima dello scoccare della mezzanotte e della fine della festa le venisse qualche idea per rimediare alla sua dimenticanza.
Intanto laggiù...Dopo una giornata trascorsa serenamente tra una passeggiata e una dormitina e la visita cortese a qualche vicino, la piccola Gigia stava per rientrare nel cortile di casa, pronta a consumare il suo consueto pasto serale. Ma sembrava alquanto distratta, forse un po' troppo pensierosa...
"Certo che questi ra-gatti a volte sono proprio inopportuni! Tutti qui intorno, a circondarmi con le loro richieste...Ma non capiscono proprio che sono una ra-gatta adulta ormai e che desidero condurre una vita più che rispettabile? Insistono, insistono...Mi fanno scappare da una parte all'altra per sottrarmi alle loro eccessive attenzioni. Io sto bene così, sono felice come sono e non deisdero altro che starmene tranquilla a casa mia".
"Attentaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!" Gridò d'un tratto la Befana, sospesa a mezz'aria sulla sua scopa. Ma era troppo in alto e lontana perchè la piccola Gigia potesse ascoltare quel suo avvertimento.
Sbumpf...Troppo tardi...Una macchina passando l'aveva investita, proprio lì a poco più di un metro dal cancello di casa verso il quale si dirigeva.
"Ohi ohi ohi...che dolore immenso, grandissimo...Ohi ohi ohi...non ce la faccio non ce la faccio...Non posso più muovermi....Cosa mi succede? Cos'è stato? Chi mi è venuto addosso? Non sento più niente...Devo fermarmi qui...Qualcuno avvisi le mie padroncine per favore...Io non ce la faccio...Non posso più muovermi da qui..."
In quel momento si trovò a passare di lì un pipistrello. Strano, fuori stagione direte voi. Ebbene sì: quel pipistrello non era in letargo come tutti i suoi simili, non avrebbe proprio dovuto essere in zona in quel momento ma, per una strana combinazione, intercettò con il suo radar la richiesta d'aiuto della piccola Gigia e la inoltrò alla casa di fronte, quella delle sue padroncine.
"SOS...Gatto bianco e nero - forse - in pericolo su strada...SOS...Intervenire subito...SOS"
Le padroncine di Gigia, ricevuto il messaggio, si affrettarono a vedere cosa fosse successo. Scese in cortile, intravidero la piccola Gigia distesa su strada ormai priva di forze, stremata dal colpo ricevuto.
Subito si preoccuparono di rallentare il corso delle auto, in modo da poter prestare alla gattina il soccorso necessario.
"Oh padroncine carissime...non speravo più di rivedervi ancora...mi dispiace, guardate cos'è successo....stavo solo tornando a casa ma poi d'un colpo...mi dispiace...non speravo proprio più di rived..."
Con prontezza e tanto coraggio, la più grande la prese in braccio e la adagiò sul pavimento del cortile. Gigia era, comunque, tornata a casa ancora, anche se stavolta per lei si trattava dell'ultimo ritorno. Qualche carezza ancora, l'ultimo respiro e poi...una liberazione poter finalmente volare via, lontano dal pericolo e dal dolore, ma sempre consolata dalle mani amiche di chi per tanti anni le aveva dato amore e ospitalità.
Le padroncine, affrante, non poterono fare altro che sistemarla al meglio perchè godesse da ora in poi del riposo che le spettava. Una scatola su cui adagiarla, i fiorellini del suo cortile per allietare il suo riposo e niente altro, se non la promessa di seppellirla accanto al suo amato fratello Pru, scomparso allo stesso modo qualche anno addietro. Con le lacrime agli occhi, ma pur sempre con l'immenso sollievo di averle potuto assicurare la degna sepoltura grazie al tempestivo messaggio del pipistrello, le dissero "Arrivederci".
"Oh come sono leggera...oh come sono bella...oh come sto bene ora..." pensava Gigia, adesso che tutto laggiù era finito.
"WOW!!! Mi è venuta un'idea stupenda per il regalo da fare!!! Ehi tu...gattina...ehi...vieni qui!" disse la Befana a Gigia, che tutta felice si avviava verso il suo arcobaleno.
"Ma...ma tu sei...Oddio...ma sei proprio tu?" chiese Gigia un po' meravigliata alla vecchietta ricurva sulla scopa.
"Si si...sono proprio io! Mi spiace per quello che ti è successo ma...devo chiederti un immenso piacere e tu capiti proprio al momento giusto".
"Dimmi pure...se posso aiutari lo faccio volentieri. Sono buona di natura io...e se ti raccontassi di mio fratello...non ci crederesti neppure...ma dimmi tutto su!"
"Devo fare un regalo, l'ultimo che mi resta ma, credimi, è il più importante. Si tratta di un bambino speciale e non posso fargli un regalo qualsiasi...Tu...tu saresti perfetta! Sei bella come una principessa, hai due occhi che sembrano degli smeraldi, un pelo morbido che sembri un pelouche. Sei tigrata come un vero felino e bianca come la neve di questa stagione in cui lui è nato. Sei una gatta semplice, di strada, non altezzosa o superba come quelle di razza. Hai un miagolio dolcissimo. Sei tenera come una mamma e sicuramente lo sarai stata. Sai fare qualcosa di speciale?"
"Mmmm...bhè...lasciami pensare...Si, ecco: saluto con l'inchino e la zampina all'insù, in segno di rispetto e affetto per chi ha cura di me. Non rifiuto mai le coccole e dopo che mangio faccio le capriole....Basta?"
"Se basta??? Sei perfetta!!! E' stato proprio un miracolo che mi capitassi qui davanti, adesso che la giornata di festa sta per terminare e io rischiavo di concluderla senza avere fatto proprio il regalo più importante!!! Adesso invece ho te e tu non sei affatto un regalo qualunque!"
Gigia sorrise, era felice. Si era lasciata alle spalle un dolore grande, ma questa sorpresa inaspettata aggiustava le cose.
"Allora sei pronta? Ci vieni con me?"
Gigia prontamente alzò la zampina, come era solita fare per dimostrare il suo entusiasmo, e "MiaMiaooo...Andiamo!".
Nel tempo fulmineo di un giro di scopa la giornata ormai stava per concludersi. E così anche l'avventura di Gigia.
Arrivate a destinazione, la Befana la portò in dono all'unico Bambino che le era rimasto ormai da accontentare nel giorno della festa.
E la piccola Gigia, giunta all'ingresso di una grotta, facendosi largo tra altri doni preziosi, fra cui spiccavano oro incenso e mirra portati dall'Oriente, si ritrovò a fare le capriole per allietare un Bimbo nato da qualche giorno e adagiato in una mangiatoia.
1/5/2004 - 6/1/2009 January 05 Chi mi conosce bene sa che, ai tempi del liceo e per un brevissimo tratto dell'università, una delle materie che ho studiato più volentieri è stata la FILOSOFIA (avere una prof. molto severa è stato un ottimo motivo per dedicare a questa materia molto tempo e pazienza!). Oggi che, ahimè, non ho più occasione per studiarla, la considero come un affetto lontano rinchiuso in un cassetto.
Ma questo cassetto a volte si apre e lascia sfuggire dai suoi spifferi idee e suggestioni...
Una delle teorie che mi ha sempre affascinato è la TEORIA DEI LUOGHI NATURALI riguardante la FISICA in ARISTOTELE. In sostanza, il filosofo, riprendendo la teoria dei 4 elementi (terra, acqua, aria, fuoco), parla dell'esistenza di quattro sfere, dette appunto luoghi naturali.
Per Aristotele, ogni elemento ha il suo luogo naturale. Ma cos'è dunque il luogo naturale? E' quella sfera verso la quale ogni elemento, precedentemente da essa allontanato, tenderebbe a tornare spontaneamente, proprio con moto naturale - dice il filosofo -, una volta riacquistata la libertà di movimento. Così, il sasso lanciato nell'acqua tende a cadere verso il basso, che è il luogo naturale della terra, e la fiamma tende ad alimentarsi verso l'alto, che è il luogo naturale del fuoco, e via dicendo...
Ritornando con la mente a questa teoria, nel corso degli anni, non ho potuto fare a meno di caricarla di accezioni forse un po' romantiche ed esistenzialiste che, evidentemente, rispetto alla sua formulazione orginaria, non le appartengono affatto. Ma a me piace considerare che tra ciascun elemento e il suo luogo naturale esista uno speciale senso di appartenenza, una stretta irresistibile e innegabile, impossibile da spezzare o sovvertire, data la naturale e innata tendenza dell'elemento a ritornare al suo luogo naturale.
Ho iniziato così a pensare che, probabilmente, ogni essere umano ha in realtà, nascosto da qualche parte, un luogo naturale tutto suo, che unicamente gli appartiene e al quale non può fare a meno di tornare, se rescinde ogni legame con ciò che da questo lo allontana. Stando così le cose, potete ben comprendere quanto la scoperta di questo luogo naturale sia appunto determinante per l'individuazione della natura stessa della persona, dello stile di vita che la persona tende a sviluppare, del fine che nel corso dell'esistenza tenderà a perseguire (allo stesso modo per cui, secondo la visione aristotelica, è possibile affermare che l'elemento che va verso il basso è terra e quello che va verso l'alto è fuoco).
Non credo poi sia sbagliato immaginare che, nel caso dell'essere umano, il luogo naturale non debba necessariamente consistere in uno spazio del mondo esterno da sè: potrebbe invece trattarsi di una dimensione interiore, una sorta di categoria dello spirito, oppure anche di una relazione affettiva, verso la quale la persona sia appunto trasportata in modo del tutto naturale, mi verrebbe da dire quasi inconsapevolmente eppure nel pieno rispetto di ciò che è.
E in questo "tornare" al proprio luogo naturale, sull'onda di un movimento incontrollabile perchè rispondente esattamente alla natura della persona, vedo il compiersi di tutta la realizzazione dell'essere: il luogo naturale è il posto che a ciascun individuo spetta, ed è un posto unico.
Sicchè il luogo naturale dell'essere finirebbe con lo svelare la verità della persona e questa verità è esattamente in rima con la libertà a partire dalla quale si realizza il moto naturale di ritorno dell'essere al suo luogo naturale. Verità...libertà...
Mi son chiesta che cosa ne sia invece delle persone che non hanno trovato il loro luogo naturale: a mio parere, traslando ancora la teoria aristotelica, esse sono comunque destinate a trovarlo e naturalmente tendenti a tornarvi; ciò che conta è essere nelle condizioni di avviare il moto naturale che ad esso conduce e, dunque, ciò che conta è recuperare la libertà di movimento.
E da dove trae origine il moto di ogni cosa (e di ciascuno...ci aggiungo!)? Secondo Aristotele, esso trae origine dal Primo motore immobile, che da nulla è mosso e tutto muove: DIO.
Credo proprio che in fondo ciascuno di noi abbia dato al suo luogo naturale un nome ben preciso: progetto di vita, casa, vocazione, Amore...
E voi, l'avete trovato il vostro luogo naturale? 
Mi scuso con gli esperti della materia: sono pienamente consapevole di aver buttato giù solo qualche mia idea, che ovviamente non risponde a nessuna teoria ufficiale e non ho nessuna pretesa di capire o spiegare nulla di nuovo a nessuno!  January 02 (Testo di Biagio Antonacci)
Oye, como va? Ha smesso quel bel vento? Considera che in me è primavera da mezz'ora. Il cielo ha una porta sola...
Hai smesso di far male ai tuoi fragili pensieri? Hai cominciato a fare pace con te stessa, tu? E vivi tutto sempre in ombra?
"Tu mi piaci - tu mi dici - non sono in grado di amarTi come vuoi".
Scriverti da qui, che è anche terra Tua, è come farTi respirare quello che respiro... la nave bianca d'ogni ora...
"Tu mi piaci - tu mi dici - non meriti la parte mia peggiore no, Tu no".
E non è per farTi fretta, e non è per la distanza... Tutto vivo e vive senza Te...
Io ti scrivo per sentire, Io ti scrivo senza tempo: potrei anche non ricevere!
Quello che io sento di Te è forte.
Quello che Io sento di te è sempre che:
"Tu mi piaci - tu mi dici - non sono in grado di amarTi".
Lì che tempo fa? Tu sarai già al mare... Prenditi il tuo tempo e non sentirti in colpa mai: la volontà decide ancora!
Felice anno nuovo a tutti voi  December 25 "Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci!
Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita,
una vita che distrugge la paura della morte
e dona la gioia delle promesse eterne.
Nessuno è escluso da questa felicità!"
(Discorso di S. Leone Magno)
BUON NATALE A TUTTI VOI!
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